Pioveva. Un temporale primaverile, di quelli improvvisi, totali, in cui il cielo scoppia sulla terra in secchiate d’acqua che arrivano da ogni parte. Ero in bicicletta e qualunque riparo sarebbe stato insufficiente, inutile. Pioggia in faccia, pioggia sulle dita che stringevano il manubrio intirizzite, pioggia sui pantaloni che si appiccicavano alle gambe. La strada era…
“Taglia”, dico. Nuda e cruda, la voglio. La verità. L’autenticità. Glielo dico che ho ancora lo shampoo addosso, mentre mi lava i capelli. “Quanto?” “Molto”. Ci sono specchi dappertutto, qui dentro: le donne controllano il risultato del suo lavoro, sembra che si guardino con gli occhi della gente fuori dalla vetrata del negozio, di chi…